Carlino Sera

Carlino Sera, edizione serale del Resto del Carlino. Quotidiano fondato a Bologna il 21 marzo 1885. Il nome fa riferimento a quando costava due centesimi, cioè il resto dovuto a chi con la moneta di un carlino comprava un sigaro.
A partire dal 1923 il Carlino entra nell’orbita del regime fascista, che ha conquistato il potere l’anno prima. Tra il 1923 e il 9 settembre 1943, alla guida del quotidiano si succedono ben nove direttori, la cui nomina è controllata dal regime, quasi nessuno dei quali è giornalista di professione. Nel 1936 viene inaugurata la nuova sede del giornale in via Dogali (ora via Gramsci), realizzata a spese del Partito Nazionale Fascista.
Il 19 aprile 1945 esce l’ultimo numero della testata sotto il controllo della Repubblica Sociale Italiana. Il giorno dopo la sede e la tipografia del giornale vengono occupate dagli Alleati. Lo storico nome Resto del Carlino viene cancellato per decisione del Comando alleato. Il nuovo gestore, il Psychological Warfare Branch (PWB), la sezione informativa delle forze alleate, fonda la nuova testata Corriere dell’Emilia. Dopo pochi mesi il PWB ritiene che il Corriere possa camminare sulle proprie gambe. Prima di riconsegnare il quotidiano alla redazione, che si costituisce in cooperativa, effettua la nomina del direttore. La scelta cade su Gino Tibalducci (iscritto al PLI, quindi accreditato come moderato). (Fonte Treccani e WP)

Carlino Sera, Anno 59 Numero 177. Lunedì 26 luglio 1943. Sfoglia e leggi il quotidiano
Tutta l’Italia intorno al Sovrano. Come è avvenuta la crisi, Un ordine del giorno di Grandi al Gran Consiglio. I proclami del Re e di Badoglio. L’autorità militare si assume la tutela dell’ordine pubblico. Ognuno riprenda il suo posto di lavoro. Gli storici monumenti colpiti dall’incursione.

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